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Il fruscio delle paure
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Il presente lavoro, nato da una precedente rassegna (“Il teatro, i giovani e le paure del nuovo millennio, malato e luccicante”: organizzata lo scorso anno dalla Pro Loco di Nizza Monferrato, in collaborazione con la Fondazione Davide Lajolo e il Comune di Nizza Monferrato), si costituisce come un progetto “pilota” che prevederà un ampliamento nella partecipazione di tutti gli Istituti scolastici della Provincia di Asti che ne vorranno prendere parte per il prossimo anno scolastico.
Nato dalla collaborazione tra due discipline, il teatro e la psicologia, si pone come scopo di portare alla luce le paure dei ragazzi a partire da una riflessione guidata sul tema, realizzata mediante un questionario costruito ad hoc, e favorirne un aumento di consapevolezza e una possibilità di elaborazione attraverso la “macchina teatrale”.
Il percorso sarà effettuato grazie alla preziosa collaborazione dei seguenti istituti scolastici: Liceo Classico V. Alfieri, Istituto Professionale Quintino Sella e Istituto d’Istruzione Secondaria A. Monti.
Il progetto è stato ideato e curato da Chiara Bergonzini, psicologa e psicoterapeuta, e Alessio Bertoli (Arte & Tecnica); attore, regista e formatore teatrale medianta il sostegno della Provincia di Asti e del Comune di Asti.

Un uomo solo, per qualche ragione isolato dal resto del mondo: lo sentiamo “strano”, in qualche modo un po’ più matto di noi. Le cose di cui parla sono le paure di tutti. Il timore di non farcela nella vita, di non trovare lavoro a causa di quello che gli altri pensano di lui, del giudizio di persone che valutano con rigidi criteri standardizzati e spesso superfigiali. La paura della solitudine che sta vivendo, la paura della vita, della precarietà di situazioni materiali ed affettive, che lo spinge talvola a rifugiarsi nei ricordi. Nei suoi ragionamenti tra sé e sé il nostro protagonista a volte ci fa anche sorridere. Ci fa tenerezza. E le sue paure diventano quasi un antidoto alle nostre.
Tutti conoscono le vicende narrate nella tragedia shakesperiana del Macbeth. Proprio sulla trama di quest’opera si innesca la volontà di un regista di portare in scena lo spettacolo, per il fascino “noir” che scaturisce dallo stesso. Spesso siamo affascinati da ciò che ci fa paura. Ma ad opporsi alla realizzazione del Macbeth è proprio il primo attore, colui che dovrebbe impersonare li protagonista, perché la “Tragedia Scozzese” porta una sfortuna terribile. Ne scaturirà una digressione sul significato della paura per arrivare a riflettere sulla capacità umana di trasformarsi, divenire cattivi, malvagi, addirittura, autentici serial killer, quando il potere bussa alla nostra anima.
Primo Carnera è una figura che ha generato, negli anni mitologie ditutti i generi. Ma qual’è la verità? Carnera, chi era costui? Campione del mondo di pugilato, fenomeno da baraccone, eroe del proletariato, icona fascista, bruto ignorante, amante di Dante e della lirica, mendicante, malato, uccisore di uomini, bufala giornalistica. Tante definizioni, nessuna di queste è sufficiente per descrivere un uomo che ha fatto della forza di volontà di chi lotta contro le avversità la sua caratteristica principale. Questo spettacolo è un viaggio che, partendo dall’incontro col quale perde il titolo di campione del mondo dei pesi massimi e seguendone le sue 11 estenuanti riprese, racconta come, a volte, l’uomo sia più grande del campione. Undici riprese per raccontare le paure di un uomo in uno sport dove non è permesso avere paura!
La morte, si avvicina, preceduta dal classico rintocco di campane, ad un ospizio, nel quale i numerosi vecchi ricoverati temono d’essere la ragione di quella macabra visita.
In realtà la morte non è venuta per nessuno di loro e questo darà seguito ad una sguaiata festa. Il prepotente desiderio di vivere caratterizza i protagonisti dello spettacolo fino a renderli egoisti e teneri allo stesso tempo, a volte crudi e privi di barriere, di inibizioni, pensando, in qualche modo di, averne diritto. In altri momenti la malinconia e la nostalgia del passato prendono il sopravvento sugli anziani ospiti.

Informazioni
Matinée per le scuole che hanno aderito al progetto: ore 11.30
Costo del biglietto: 5,00 euro.
Gli spettacoli del mattino rientrano anche nella rassegna “Teatro Scuola” del Comune di Asti Teatro Alfieri, Stagione teatrale 2011/12.
Spettacolo serale aperto a tutto il pubblico: ore 21,15.
Costo del biglietto: 10,00 euro
per gli abbonati della stagione 2011/12 del Teatro Alfieri ridotto 8,00 euro.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni per gli spettacoli teatrali seriali: Associazione Arte & Tecnica, Via Massimo d’Azegli 42 Asti
tel 0141.31383 fax 0141.437714
segreteria@arte-e-tecnica.it

