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Teatro ad Asti
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Un gruppo di paesani che commenta l'azione, una graziosa e intraprendente ragazza troppo sicura del suo fascino, un ragazzo semplice, ma forse non così sciocco come crede di essere, un sergente tutto muscoli ma non troppo cervello e, su tutti, il dottor Dulcamara che vende miracoli sotto forma di elisir cha altro non sono che bicchieri di vino. Questi sono i protagonisti della giornata in cui si svolge la trama semplice ma, a chi la sa leggere, tutt'altro che priva di spunti attuali. L'Elisir d'amore torna ad Asti nella spiritosa versione creata dall'Accademia Lirica di Katia Ricciarelli che è anche regista dello spettacolo; protagonisti i giovani usciti dall'Accademia stessa, l'opera sarà diretta e concertata dal Maestro Francesco Zingariello e prevede la partecipazione, oltre ai solisti, di trenta professori di orchestra e venti coristi.
Maratona di New York di Edoardo Erba è uno spettacolo rappresentato in moltissimi paesi del mondo. Una sfida fisica (oltre che verbale) per tutti gli attori che l'hanno portata in scena, impegnati a correre per l'intera durata della pièce. E un'impresa non scontata per Cristian Giammarini, apprezzato attore di scuola ronconiana, nato nelle Marche e Giorgio Lupano, artista che si muove con disinvoltura tra teatro, televisione e cinema, che scelgono il testo di Edoardo Erba per la loro prima prova registica. Gianmarini e Lupano, nella doppia veste di registi e interpreti, affrontano questa corsa inarrestabile, che in realtà va oltre l'atto sportivo volgendo a temi universali, dando alla pièce un taglio onirico, grazie anche all'ausilio di un video sullo sfondo che proietta immagini in bianco e nero.
"Maratona di New York di Edoardo Erba ci è apparsa da subito come una possibilità per mettere alla prova la nostra capacità di raccontare una storia attraverso il teatro. L'apparente normalità della situazione (due amici che si allenano di notte per andare a conere la maratona) e in realtà il punto di partenza per addentrarci nei risvolti onirici della vicenda. I due personaggi, Mario e Steve, immersi nell'atmosfera rarefatta ma molto fisica della corsa, sostenuti dalla leggerezza e dalla vivacità dei dialoghi, dipanano le loro esistenze scanditi da un tempo che pare non obbedire più alle regole consuete. Il mondo notturno e deserto, lo spazio senza più riferimenti nel quale i due uomini si muovono, il rapporto con una realtà fatta di oggetti che sembrano non essere mai esistiti, tutto asseconda il tentativo di Mario e Steve di affidarsi ai ricordi e alla memoria come ultima risorsa per rivendicare la propria esistenza". (Cristian Giammarini e Giorgio Lupano)
L'Orchestra Sinfonica di Asti, in collaborazione con l'AISLA onlus (sezione di Asti), organizza il secondo concerto benefico a favore dell'AISLA. L'incontro e la collaborazione con Massimo Cotto ha portato alla nascita di "Passaggi di Tempo", spettacolo con dieci canzoni trattano il tema del tempo. Sul palco dieci artisti legati alla nostra città, tra i quali Danilo Amerio, Danilo Sacco, Elisa Casile, Zibba, Simone Poncino, Chiara Buratti, Francesco Visconti, Elena Maro ed Orio Navarra.
È con Immenso piacere che Gipo Farasslno torna ad Incontrare Il pubblico astigiano, per la prima volta al rinnovato teatro Alfieri.
Sul palco con lo chiansonier torinese Armando Lardù a flauto e accordeon, Pino Russo alle chitarre, Lino Mei al pianoforte, Luca Mangano al basso e Alessandro Bucchieri alle percussioni.
Gipo Farassino porterà in scena una galleria di personaggi, all'insegna della pura spensieratezza e del disimpegno.... racconterà i suoi 150 anni di vita vissuta in giro per il mondo vero e fantastico attraverso i personaggi che ha realmente incontrato o solo sognato.
Un recital in due tempi dove le canzoni si alternano al cabaret e all'umorismo, dove con la sua solita bravura esalta la nobiltà della gente comune, amori mai dimenticati, passioni e delusioni, atmosfere parigine e realtà torinesi, uomini e donne dipinte da un autore, interprete, pittore che realizza un intera mostra di quadri raffiguranti con la sua sana comicità interpretativa.
Il divertimento è garantito...
Lo Slovak National Theatre è stato fondato nel 1920. Negli anni '90 l'ensemble presenta coreografie di Ondrej Soth, ora alla guida della compagnia, rappresentata da una nuova generazione di ballerini.
Il balletto, in quattro atti, ha come protagonista il guerriero Solor, innamorato della baiadera Nikiya, a sua volta amata dal Bramino. Lei costringe Solor ad un giuramento d'amore eterno, ma al guerriero viene offerta la mano della figlia del Rajah, ed egli accetta dimenticandosi la promessa fatta. Musiche di Minkus, coreografie: Petipa
Evento in collaborazione con l'Associazione Arte e Danza Teatro di Torino Durante la serata verrà consegnato il Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.
Una delle opere più felicemente e intimamente poetiche di Aristofane; una commedia fantastica, spassosa e onirica e insieme lucidamente concreta e spietata, nella denuncia di politiche criminali e ipocnte. Una rilettura agile, frizzante, un grande lavoro d'attore e di regia (di Oscar De Summa, uno fra gli interpreti e registi più interessanti della sua generazione) che rivela tutta l'attualità dei temi trattati dal grande autore, pur nel rispetto dell'opera originale.
Lo storico gruppo astigiano progressive torna per celebrare la sua storia, per la gioia dei numerosissimi fans. In scaletta non solo i brani del leggendario album "Forse le lucciole non si amano più". La band, attualmente in tour, ha molte novità che bollono in pentola per il suo pubblico.
"Il nostro lavoro su Pirandello si incontra con un testo molto particolare - L'uomo, la bestia e la virtù - quasi un unicum della produzione pirandelliana. Mal come In questo testo Infatti la drammaturgia del grande Maestro si esprime col linguaggio del grottesco e genera una favola allegorica, o meglio un apologo, come lui stesso ha voluto definirlo.
Nasce da una novella, Richiamo all'obbligo, e si sviluppa incarnandosi in personaggi/animali immaginati e descritti come maschere grottesche. Paolino, rispettabile professore privato, è l'uomo della vicenda: trasparente, come lo definisce l'Autore, ma con una doppia vita; è infatti l'amante della signora Perella, la virtù in persona, moglie trascurata e infelice del violento e irascibile Capitano di marina Francesco Perella, la bestia. Nell'arco di un giorno e di una notte, in una frenetica corsa contro il tempo, si concentrano eventi e avvenimenti che obbligano l'uomo a calpestare e travolgere sentimenti, pudore e dignità per proteggere la virtù e farsene paladino contro le offese coniugali della bestia.
Affollano la scena domestiche scorbutiche, ragazzini petulanti, vicini invadenti e studenti bistrattati, personaggi descritti dall'Autore - anche loro - con consolanti aspetti bestiali.
Nella nostra lettura lo spettacolo è tutto come contenuto, fin dall'inizio, in un grande armadio. A poco a poco le ante di questo armadio fanno saltar fuori personaggi, oggetti e voci, come da un arsenale delle apparizioni in cui le evocazioni prendono corpo per assecondare e servire la trama. Il grottesco esplode in momenti di forte comicità o si stempera nella poesia, si addentra nel dramma e poi se ne libera con slittamenti surreali. Eppure - come sempre nel nostro modo di andare in scena - rimanendo credibili, e tornando ad ascoltare le parole del grande Maestro che chiedeva ai suoi attori di agire sempre per mosse d'anima, innescando una perfetta circolarità tra personaggio e interprete". (Enzo Vetrano e Stefano Randisi)
Il 27 gennaio del 1945 furono aperti i cancelli di Auschwitz, il campo di concentramento e di sterminio costruito dai nazisti nella Polonia occupata, dove persero la vita oltre un milione di ebrei, tra cui molte migliaia di ebrei italiani. Il Giorno della Memoria, è stato istituito per non dimenticare la Shoah e le altre vittime dei crimini nazisti, monito affinchè quanto avvenuto non si ripeta mai più, per nessun popolo, in nessun tempo e in nessun luogo.
Un pavone dalle penne d’oro che volando su mari e oceani intona un canto d’amore. Egli porta con sé una lettera della regina di Turchia, folle di passione per un dolce rabbino, Rav Tam. Questo è il significato della canzone di Goldene Pave, una delle melodie più belle del mondo yiddish
Le Goldene Pave, quintetto di virtuose, si prefiggono di far conoscere la bellezza musicale ebraica in tutte le sue forme, dal klezmer alla musica sefardita, senza trascurare anche le più nuove espressioni della cultura musicale ebraica. Una promenade musicale che si fa divertimento, meditazione sonora, vagabondaggio tra le note della nostra storia.
Ingressi 15 euro (10 euro loggione). Evento in collaborazione con Circolo Filarmonico Astigiano e ISRAT.
Figlio dell'omonima serie televisiva In onda su Telecupole, "Parlapà" è la nuova proposta teatrale di Marco e Mauro.
Il duo cabarettistico torna sul palco con uno spettacolo brillante, vivace, ricco di colpi di scena, con personaggi strampalati che ruotano attorno all'alloggio dove abitano, In una convivenza perlomeno curiosa.
La piemontesità caratterizza alcune scene, ma lo show è decisamente composito e, per certi versi, multiet-nico, perfettamente al passo con I tempi e con una società In evoluzione. O Involuzione, se preferite. Tra decoder che fanno dannare e compagnie telefoniche che ti complicano la vita a suon di offerte straordinarie e con operatori che ostacolano più che aiutare...
Tra video curiosi e ospiti a sorpresa, anche un omaggio a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, impareggiabili protagonisti della comicità italiana.
Con "Parlapà", Marco e Mauro promettono quasi due ore di risate, in uno show senza pause, impreziosito da momenti musicali funzionali alla storia che si vuole raccontare. Una storia "quotidiana", augurando a ogni spettatore di vivere giornate ben diverse dalle loro, ma ugualmente divertenti.
Per celebrare i suoi primi cinque anni di attività, il Coro Lirico di Lugano propone una delle opere più corali della storia del melodramma. Riduzione in forma di concerto a cura del M° Andrea Cupia.
Ingresso: 15 euro (10 euro loggione).
Questa è una delle più belle opere scritte da Henrik Ibsen.
Ci narra la storia di un dottore che scopre che le terme pubbliche, fiore all'occhiello della cittadina e apportatrici di innumerevoli villeggianti, sono appestate da inquinanti scarichi montani di conciatura delle pelli. Subito il dottore vuole fare un pubblico appello per denunciare la cosa e far porre rimedio a questo problema, ma da una parte suo fratello, rappresentante dei potenti azionisti di maggioranza delle terme, e dall'altra i redattori di un giornale popolare che si schiera contro i potenti della città, tutti si oppongono alla pubblicazione della relazione del dottore, e gli impongono di tacere. Il dottore non riesce più a trovare nessuno che sia disposto a dargli ascolto, perché tutti sarebbero parte lesa nella questione.
Gli appelli al potere sono inutili, quelli alla coscienza popolare anche: sia vinti che vincitori sono una schiera di opportunisti, interessati solo alla reputazione e al denaro. E' in questo scenario che il dottore compie l'unica scelta possibile per lui: se prima vuole abbandonare la città, ora si accorge che la risposta migliore a questa situazione è data dalla conoscenza: vuole quindi istruire i giovani, poveri o ricchi che siano, per aiutarli a comprendere meglio la realtà, e a renderli cittadini di una società più civile di quella attuale.
L'opera è vero segno del pensiero elevato del suo autore, e apportatrice di un messaggio di rilevanza universale: la conoscenza, il sapere come mezzo per un futuro migliore.
Gianmarco Tognazzi, diretto da Armando Pugliese, affronta questo testo con la consueta leggerezza e modernità espressiva. L'adattamento di Edoardo Erba, ormai consolidato collaboratore delle messe in scena dei testi scelti da Tognazzi, riconduce ai giorni nostri giorni la pièce, che sembra attualissima nonostante sia stata scritta nel secolo scorso. L'attività umana non cambia nei secoli...

Per informazioni:
Biglietteria Teatro Alfieri di Asti tel 0141.399057

