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CASORZO![]() |
Il paese, posto su una collina intensamente vitata, vanta una importante D.O.C. omonima: il Malvasia di Casorzo, vino rosso, dolce e aromatico. L'etimologia del nome potrebbe derivare da "casa" e dal nome proprio di persona Ursius o Surtius. Nel 1164 Federico Barbarossa riconobbe al marchese del Monferrato i diritti su Casorzo. Nel 1621 il feudo fu venduto ai conti Picco che mantennero i diritti feudali fino alla loro soppressione. Nel 1624 gli spagnoli occuparono il paese e incendiarono la parrocchiale provocando trecento morti. Dell'antico castello, non rimangono che alcuni tratti delle mura e un piccolo torrione.
Tra gli edifici religiosi, si segnala la Parrocchiale di San Vincenzo Martire: grandiosa costruzione barocca, con facciata in cotto movimentata da un originale motivo di lesene, costruita nel 1730 su disegno dell'architetto Francesco Ottavio Magnocavallo, presenta all'interno pregevoli dipinti attribuiti a Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Su un cucuzzolo la Chiesa di San Giorgio e della Madonna delle Grazie, originaria del secolo XIII, conserva della primitiva costruzione romanica, il fianco destro e l'abside in tufo giallo; la grande costruzione cilindrica in cui è inglobata, di stile neoclassico, è del XIX secolo.
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Comune di Casorzo (AT) CAP 14032
Abit. 687 m. 275 s.l.m. Patrono San Vincenzo Martire
Municipio tel 0141.929225
Comune aderente alla Comunità Collinare Colli Divini

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