Sentiero del Malvasia
da Sant’Eusebio (Castelnuovo don Bosco)
a Vezzolano (Albugnano)

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Grande Traversata dell’Alto Astigiano 

Sentiero di Ranello da Castelnuovo don Bosco a Mondonio →

Sentiero di Domenico Savio da Mondonio al Colle don Bosco →

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Vezzolano

Descriviamo questo primo sentiero risalendo da Castelnuovo a Vezzolano, poiché ci sembra la modalità che permette meglio di immergersi nel paesaggio e nella storia.

La partenza è dalla Chiesa di Sant’Eusebio, alle porte di Castelnuovo, lungo la provinciale 16 (direzione Berzano di San Pietro) poche decine di metri dopo il bivio con la Provinciale 31 (direzione Albugnano).

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Merita una visita la Chiesa Romanica di Sant’Eusebio, la cui esistenza è documentata dal 1280, ma che sicuramente esisteva almeno dal secolo precedente, come chiesa dipendente dalla Pieve di Pino d’Asti.

Sant'Eusebio

Divenuta parrocchiale di Castelnuovo don Bosco, venne poi progressivamente abbandonata con lo spostamento dell’abitato sui fianchi della collina sormontata dall’antico Castello ora distrutto (si vede in alto l’ultimo resto, la Torre, in seguito adibita a campanile della seicentesca Chiesa della Madonna del Castello).

La Chiesa di Sant’Eusebio subì nel tempo diverse trasformazioni, dovute sia alla normale usura del tempo, che richiese più volte interventi di restauro, sia soprattutto al progressivo innalzamento del livello del suolo dovuto all’accumularsi di detriti alluvionali e di movimenti franosi. Poiché la parte bassa veniva progressivamente interrata, era necessario volta per volta sopraelevare le murature. Alla fine le tre piccole monofore dell’abside si trovarono quasi interamente interrate, e furono chiuse. Nei recenti restauri si è provveduto a liberare la chiesa dai tre lati, fino all’attuale livello del pavimento; ed all’interno si è scavato dietro l’altare, in modo da rendere visibile l’antico piano di calpestio.

Nell’abside sono visibili tracce della decorazione scultorea originaria. La facciata e la sistemazione dell’interno risalgono al XVIII secolo. Sopra l’ingresso vi è un rustico affresco rappresentante Sant’Eusebio. Una tela del medesimo soggetto si trova all’interno. Si tratta di un’opera tardo settecentesca, che raffigura il Santo in abito vescovile, ma con la mitra ai suoi piedi, ad indicare che per un certo tempo era stato deposto dagli eretici. Di fronte a lui c'è un altare, da cui spunta la testa di un angelo. In alto, la Madonna nera di Oropa. Questo quadro è legato ad un ricordo infantile del card. Giovanni Cagliero (vedi le sue Memorie Autobiografiche p. 5).

Lasciata la chiesa, si imbocca una strada sterrata che sale sulla collina di Cornareto.

Il primo tratto di strada mostra i segni di rifacimenti recenti; è stato necessario ripristinarla a causa dell’insistenza di fenomeni erosivi, che hanno alterato i profili collinari soprattutto nelle zone a maggior pendenza e dove la cura tradizionale dell’uomo è venuta a mancare. Inoltre, qui come altrove, si deve deplorare la scarsa sensibilità dei proprietari, che a differenza dei vecchi contadini non solo non curano più i percorsi di uso comune, ma a volte fanno valere un geloso diritto di proprietà ai danni delle antiche consuetudini di passaggio.

Fortunatamente non si deve fare molta strada perché il paesaggio si apra su un magnifico panorama di vigneti. Mentre si sale, poco per volta la visuale si allarga sulla valle del Bardella a destra e sulla collina che culmina nel Brich del Gallo a sinistra.

Si scavalca la cresta della collina di Cornareto, e si arriva ai piedi della piccola chiesa di Santa Maria. Arrivati sul piccolo spiazzo dove si trova la chiesa, non possiamo non fermarci a ammirare il panorama a 360°.

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Cornareto
La chiesa di Cornareto è in cima ad una collina interamente coperta da vigneti

Anche questa chiesa sorge in epoca imprecisata, ed è documentata per la prima volta nel 1298. Come molte altre chiese rustiche, con lo spostamento della popolazione verso il borgo fortificato di Castelnuovo si è trovata isolata, e nel XVI secolo è in rovina. Più volte restaurata, e poi nuovamente abbandonata, arriva al XX secolo allo stato di rudere. L'attuale sistemazione è dovuta ai restauri e alla parziale ricostruzione di circa vent'anni fa. Come spesso accade, la parte che meglio conserva l’aspetto originario è l’abside, con i suoi robusti blocchi di pietra e tracce di decorazione.

Nevissano
La borgata Nevissano

Si riprende la strada in cresta, e dopo aver superato le Case Tarantino si alza lo sguardo verso la chiesa di San Michele, che è di costruzione barocca, ma sul sito di un edificio sicuramente precedente. Stiamo passando accanto ad un albero, segnalato da una targa in legno: è uno straordinario esemplare di biancospino (Crataegus monogyna), di età secolare; questa pianta, dalla crescita lentissima, e che tutti conosciamo nella sua conformazione di arbusto, qui ha eccezionalmente assunto l’aspetto di un albero di alto fusto.

Stagno
All’inizio dell’estate tante specie di animali si riuniscono intorno ad un tranquillo stagno

Sempre mantenendoci poco sotto la cresta della collina, arriviamo alle Ca ’d Lis. Raggiungiamo un tratto di strada asfaltata che scende alla frazione Bardella; ma rimaniamo in quota, e proseguiamo fino a un pilone votivo. Qui possiamo prendere due strade. Una è più diretta, scende a destra attraverso i boschi verso il corso del torrente Nevissano, che si supera agevolmente, poi risale rapidamente verso il colle della Crocetta, così denominato da una croce ora seminascosta dalla vegetazione. Di qui la visuale si allarga, e scorgiamo la facciata della chiesa di → Vezzolano.

L'altra strada sale leggermente, e ci porta al borgo di Pogliano, un tempo importante piazzaforte, oggi modesto gruppo di case. Di qui si compie un ampio arco, quasi del tutto in piano; si passa alle spalle di Cascina Betlemme, che oggi ospita un agriturismo, e si recupera la strada descritta al colle della Crocetta.

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Conca di Pogliano
La conca di Pogliano vista dal colle della Croce

Ora possiamo compiere gli ultimi metri, lungo un'ampia strada agricola fiancheggiata dai vigneti e frutteti della Cascina Sperimentale del CNR. Eccoci arrivati sul sagrato della → chiesa di Vezzolano.

Se invece abbiamo fatto il percorso da Vezzolano a Castelnuovo, possiamo imboccare il
Sentiero di Ranello da Castelnuovo don Bosco a Mondonio → che ci condurrà al
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